Il tempio della Concordia. Foro romano

Il Tempio della Concordia

NOME: Tempio della Concordia
DATAZIONE E STORIA: Fu fondato da Camillo nel 367 a. C per celebrare la fine delle lotte tra i patrizi e i plebei che si conclusero con le leggi Licinie Sestie che diedero pari dignita’ politica alle due classi, ma non si puo’ escludere che il tempio sia stato costruito nel 218 a.C. dal pretore L. Manlio. Nel 121 a.C. fu restaturato dal console Lucio Opimio che vi affincò una basilica che da lui prese il nome (basilica Opimia). In età tiberina il tempio fu restaurato e da questi rifacimenti ricaviamo quello che resta del tempio in questione e secondo Hulsen Tiberio ne fece allargare la cella a destra e a sinistra in modo che la larghezza superava il doppio della lunghezza. Hulsen sottolinea di restauri operati alla fine dell’impero e menziona che nella facciata era presente la seguente iscrizione: S.P.Q.R. Aedem Concordiae vetustate conlapsam in meliorem faciem opere et cultu splendidiore restituerunt. .
DESCRIZIONE: La cella del tempio era preceduta da un colonnato esastilo. Del tempio attualmente rimangono solo il podio e la soglia della della cella. Alcuni resti del tempio sono visibili presso il Tabularium e nell’Antiquarium del Foro Romano. Il tempio accoglieva importanti opere d’arte greca e basi di marmo dedicate alla concordia che sostenevano statue di metallo prezioso. Nel portico del tempio si svolgevano anche alcune adunanze del senato nonchè riunioni di collegi sacerdotali come gli Arvali


Frammento della trabeazione del tempio della Concordia all’interno del Tabularium (Musei Capitolini). Il frammento di trabeazione ,come quello del tempio del tempio di Vespasiano anche esso presente attualmente all’interno del Tabularium, furono rinvenuti dagli scavi nei primi decenni secolo XIX su cumuli di macerie presenti alle pendici dello Colle Capitolino. La trabeazione del tempio della Concordia, nella foto, è pertinente al rifacimento di età tiberina dell’edificio del 121 a.C
Un capitello corinzio della cella si conserva, invece, all’Antiquarium del Foro Romano.

FONTI:
Foro romano,Elcta, pag.29.
Pannelli espilcativi sulla trabeazione in foto presenti al Tabularium
Coarelli, pag.62-63
Hulsen C. ,Il foro romano, pag. 78-79

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