Arco di Tito

Arco di Tito. Foto M. Ierardi, 2005 (clik  sulla foto per allargare)

 

NOME: Arco di Tito
DATAZIONE E STORIA: Il fatto che si accenna a Tito come “divo” implica che l’imperatore era morto quando fu posta l’iscrizione e quindi probabilmente fu costruito dopo l’81 d.C per opera forse di Domiziano, fratello di Tito e figlio di Vespasiano.
DESCRIZIONE: Si tratta di un arco ad un solo fornice che si e’ ben conservato perche’ era inserito nella fortificazioni dei Frangipane. Le fortificazioni che lo inglobavano furono demolite e il Valadier restauro’ i piloni mancanti come attesta l’iscrizione posta sul lato del foro. L’iscrizione posta verso l’altro lato,quello di fronte alla zona del Colosseo, e’ quella originaria: 

Foto1

 

Foto2

 

NOME: Fregi interni che rappresentano il trionfo dell’anno 71 d.C. dell’imperatore Vespasiano e Tito sui Giudei.
Il primo pannello (foto 1) rappresenta l’inizio della cerimonia: il corteo trionfale attraversa la Porta Trionfale. I portantini trasportano trombe e il famoso candelabro a sette braccia trafugati dal tempio di Gerusalemme.Alcuni uomini, invece, trasportano dei cartelli dove probabilmente erano incisi i nomi delle città che furono conquistate.
Il secondo pannello (foto2) rappresenta l’imperatore Tito che avanza sulla quadriga preceduto dai littori. Davanti ai cavalli la dea Roma inpersonificata in una fanciulla trattiene per il morso i cavalli. Sulla quadriga, vicino all’imperatore, l’impersonificazione della dea della Vittoria stende una corona sul campo dell’imperatore trionfante. Dietro il carro sono rappresentate altre figure allegoriche: un giovane a torso nudo che rappresenta il Popolo romano e un uomo in toga che rappresenta il Senato

L’ISCRIZIONE

(1) SENATUS

(2) POPULUSQUE  ROMANUS

(3) DIVO TITO DIVI VESPASIANI F(ILIO)

(4) VESPASIANO AUGUSTO

Il senato e il popolo romano [dedicò questo arco] al divino Tito Vespasiano Augusto, figlio del divo Vespasiano

NOTA: Cfr. F.Coarelli, Roma, Roma-Bari, Laterza,2008 cit. pp. 115-118

Analisi linguistica di M. Ierardi

Senatus PoulusQue…… Romanus= Il famoso S.P.Q.R. qui in forma sciolta.
Senatus= Nom singolare, mas = Il senato, IV dec. Senatus-us : No di certo plural (I senati o vocatico: O senato, O senati)
Que= e congiunzione
PopulusQue= Populus+que
Populus= Non sing che si concorda con il senato. Abbiamo due soggetti= e il popolo. Il fatto che populus sia nom sing che va concordato con senatus ci fa capire cha anche senatus sarà un nom singolare e non gli alti casi possibili sopra detti
Romanus= romano= aggettivo, caso nominativo, 1a classe concorda con Populus
[Dicavit  arcum] =(formula sottintesa , ma presente, per esempio,  nell’arco di Costantino)
dicavit= Perfetto  3a sing= dedicò, consacrò, inaugurò ( Dico, dicas, dicavi, dicatum, diare (1 coniug)= dedicare, consacrare, inagurare
(altro verbo alternativo poteva essere dedico,dedicas, dedicavit,dedicatum, dedicare, 1a con.)
arcum= accus= questo arco; arcus,-us,masc.  IV dec
Divo = aggettivo  1 classe cas o dativo singolare, divus, a , um (frequente nelle iscrizioni dedicatorie) =al divino . Indica che l’arco è stato fatto dopo la morte di Tito, quindi dal fratello Domizino (divus,a, um, 1a classe)
Tito Vespasiano Augusto=Tre dativi singolari in concordanza con l’aggettivo divo= Tito Vespasiano Augusto (Vespasianus, vespasiani= 2 dec; Titus, i = 2 dec; Augustus, i = 2 dec)
f(ilio)= Dativo; filius, ii, m (2a)= figlio. In forma abbreviata.
[divi]= sottinteso= agg. genit = del divino che concorda con Vespasiani
Vespasiani=  genitivo singolare = Vespasiano
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