Il Colosseo

L’interesse per i giochi era fortissimo, ma Roma veniva letto soprattutto in una chiave cruenta e spettacolare perché doveva soddisfare i bassi istinti del popolo. Chiaramente secondo un’ottica moderna ci sembra opportuno riferire e condividere quello che sottolineava l’illustre storico Carcopino: “ Penetrando nelle arene  dopo quasi duemila anni di cristianesimo abbiamo veramente l’impressione di discendere nell’ inferno dell’antichità. Per l’onore dei romani noi vorremmo strappare dal libro della loro storia questo foglio in cui restò intorpidita –macchiata da sangue indelebile –l’immagine di quella civiltà di cui essi hanno creato le immagini significative e propagata la vivente realtà. Condannare tutto questo non ci basta: non arriviamo neppure a comprendere l’aberrazione nella quale cadde questo popolo quando trasformò il munus, questo sacrificio umano, in una festa celebrata gioiosamente dall’intera cittadinanza, e quando tra tutti i piaceri che gli venivano offerti esso preferì lo scannamento di uomini, armati solo per uccidere ed essere uccisi alla sua presenza”,(La vita quotidiana a Roma, Latrya,   p. 264)

 

Nella zona del Colosseo si estendeva la Domus Aurea di Nerone con i suoi giardini e specchi d’acqua per un uso strettamente privato. Con la salita la trono di Vespasiano la politica edilizia fu marcatamente popolare: bisognava restituire ai Romani gli spazi pubblici, ma in questo chiaramente l’imperatore voleva dare un messaggio politico per aumentare il consenso verso la sua figura.  Tutta l’area del Colosseo fu risistemata, il lago prosciugato e venne pavimentata tutta la zona intorno al Colosseo e si cominciarono i lavori di edificazione. Molti impianti termali della Domus Aurea furono destinati al pubblico e le diverse statue che l’adornavano furono ricollocate nel tempio della Pace. Per finanziare la costruzione Vespasiano ricorse agli enormi bottini provenienti dalla guerra giudaica che fu conclusa da Tito nel 70 d.C. con la distruzione del tempo di Gerusalemme.
Il ritrovamento di due frammenti dell’epigrafe inaugurale ha permesso di rivelare il testo dai fori presenti perché era stata riutilizzata scrivendo un altro testo (Rufius Caecina Felix Lampadius).  Il testo originario dall’analisi dei fori risultava il seguente:
IMP. CAES. VESPASIANVS AVG. AMPHITHEATRVM NOVVM EX MANVBIS FIERI IVSSIT,
che significherebbe:

“L’imperatore Cesare Vespasiano Augusto ordinò di costruire il nuovo anfiteatro con i proventi del bottino” 

In Dione Cassio possiamo leggere su Tito :
… dopo aver inaugurato il teatro per gli spettacoli di caccia e le terme che portano il suo nome realizzò numerosi e grandiosi spettacoli . Infatti delle gru si batterono tra di loro e da anche quattro elefanti, furono uccisi circa novemila animali da gregge e bestie selvatiche, e anche delle donne , seppur non di alto rango, contribuirono ad ucciderli. Inoltre, numerosi uomini combatterono singolarmente  come gladiatori, molti invece presero parte a dei combattimenti di gruppo in battaglie sia terrestri che navali”, LXVI, 25, ed. Bur.
L’anfiteatro fu completato da Tito e rifinito da Domiziano. Il diametro maggiore dell’elissi misura 188 m  mentre quello minore 156. All’esterno partendo dal basso abbiamo tre ordini di colonne: tuscaniche, ioniche e corinzie. Un velario ricopriva il Colosseo nelle giornate calde e veniva azionato da un distaccamento di marinai della flotta del Miseno. Sopra gli archi sono visibili ancora i numeri progressivi che servivano a smistare la folla dopo che aveva comprato il biglietto. L’ingresso imperiale si collocava sull’asse settentrionale e non era numerato come gli altri sugli altri assi destinati ai magistrati, alle vestali, collegi religiosi o ospiti d’onore. (Coarelli,pp. 204-212). Nelle vicinanze del Colosseo si collocava la Meta Sudans, una fontana monumentale demolita nel 1936 per la costruzione della Via dell’Impero,  e la statua colossale che rappresentava Nerone e che era collocata davanti alla Domus Aurea, ma Adriano la fece spostare per poter costruire il maestoso tempio di Venere e Roma. La statua in seguito fu trasformata in Helios (il Sole) e poi in Ercole da Commodo. Nella Historia Augusta si legge:
“Fece spostare il Colosso, per far costruire al suo posto il tempio della dea Roma: la grandiosa impresa, consistente nel sollevare il simulacro senza rovesciarlo, venne affidata all’architetto Decriano e richiese, tra l`altro l`impiego di ventiquattro elefanti
(Historia Augusta, Adriano, XIX, ed. Rusconi).
Arena interrata in una foto dei primi del Novecento con le stazioni della Via crucis

 

 

 

 

 

 

 

 

 

AL Colosseo   furono martirizzati i cristiani ?
La piccola croce rossa che attesterebbe che anche al Colosseo ci furono dei martiri cristiani. Riporto un estratto dalla bozza del mio prossimo saggio: “Controverse sono le posizioni se effettivamente al Colosseo fossero stati martirizzati dei cristiani, mentre si tende a sostenere che furono uccisi forse al Circo Massimo. Tuttavia erano molti i cristiani martirizzati negli anfiteatri e pur non avendo fonti attendibili è lecito supporre che in 400 anni di attività effettivamente qualche cristiano sia stato martirizzato nell’Anfiteatro Flavio. Dai restauri effettuati al Colosseo nel 2012 in una galleria di servizio tra il II e il III ordine delle gradinate è stato rinvenuto un graffito con una piccola croce latina di colore rosso posta in mezzo a due grandi lettere la T e S. Si è supposto che questa sigla vada sciolta in taurus, taurus, taurus che erano le invocazioni del pubblico e che il graffito fosse stato scritto per compassione di un cristiano che era stato ucciso da un toro.
Le supposizioni e questo indizio rendono plausibile la possibilità che effettivamente al Colosseo fossero martirizzati dei cristiani. Altre 13 croci oltre questa citata sono presenti in altri ambienti del Colosseo, però in zone più prossime all’arena. Sappiamo che i tori oltre che nelle venationes erano spesso usati per la damnatio ad bestias come pena capitale tra le più cruente sancita dal diritto romano che poteva essere inflitta, di fatto, anche ad un cristiano. Di certo la tradizione cristiana ritiene come una cosa scontata il fatto che al Colosseo fossero martirizzati dei Cristiani e Benedetto XIV nel 1749 dedicò infatti il Colosseo “alla passione di Cristo e ai martiri cristiani” . Tra i martiri al Colosseo ricordiamo anche Ignazio di Antiochia”
FONTI
L. Guiducci, Individuato nel Colosseo il disegno di una croce.
Intervista a Guiducci in https://www.youtube.com/watch?v=Ec0KusdTlc4
F. Campanelli, Cristiano al Colosseo, Focus n. 138 aprile 2018, pp. 24-27)”.
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